AVVICINARSI ALL'AEROMODELLISMO
DECLINO OGNI RESPONSABILITA'
RELATIVA ALLA MESSA IN PRATICA DI QUANTO SUGGERITO IN SEGUITO, FERMO RESTANDO
CHE E' STATO SCRITTO CON COGNIZIONE DI CAUSA CON LO SCOPO PRIMARIO DI RIDURRE AL
MINIMO I RISCHI PER VOI E PER GLI ALTRI.
Premessa
" ... L'aeromodellismo è un gioco rispetto alla scienza aeronautica, ma é
scienza, altissima scienza aeronautica rispetto ad un gioco qualsiasi ... " -
Bruno Ghibaudi, "Il manuale dell'aeromodellista"
Ebbene sì, l'aeromodellismo non è un semplice gioco, o meglio non è un gioco
così semplice come potrebbe sembrare. Se volete iniziare nel migliore dei modi
leggete fino in fondo, non si vuole essere disfattisti, questa introduzione è
stata scritta con l'intento di creare nuovi baldi modellisti e non di reprimere
gli interessati
1. Amara distinzione
Avete comprato o vorreste comprare (su ebay ad es.) un modello elettrico
completo di tutto quello che serve per meno di 100eu? Se sì continuate a leggere
altrimenti saltate al prossimo capitolo.
Bisogna constatare che la stragrande maggioranza dei modelli che potete trovare
in vendita su ebay o similari, quelli per intenderci che comprendono "tutto
quello che serve per volare, pronti in 5minuti", sono poco più che giocattoli.
Ben decorati, carini, ma pur sempre giocattoli.
Perchè? Perchè sono costituiti da parti non riutilizzabili e componenti di bassa
qualità, radio non omologate per il mercato italiano e spesso hanno un volo
critico per via delle dimensioni ridotte, anche se talvolta vengono venduti come
"professionali" (già questi termini esagerati dovrebbero farvi dubitare della
loro validità).
Inoltre mentre da alcuni ci si può aspettare un volo mediocre, da altri (i
caccia, i jet, i biplani, i quadrimotori) soprattutto se di piccole dimensioni
(minori di 1metro) è lecito domandarsi come possano essere pilotati con successo
da un neofita poichè volano già da loro in maniera critica. Fate attenzione a
cosa comprate!
Ora se vi divertite a volare con questi mezzi, non c'è niente di male, ma
sappiate che non sono un buon modo per cominciare, sia a livello economico
(durano poco) che di soddisfazione nel volo. Ognuno è libero di fare ciò che
vuole purchè non dia fastidio agli altri e per non creare problemi vi basterà
avere due accortezze:
1) non volare in luoghi pericolosi per l'incolumità delle persone
(strade, parchi affollati, ecc.)
2) fare attenzione alla frequenza di trasmissione: se due radio usano la
stessa frequenza si disturbano a vicenda e in genere si perde il controllo di
entrambi i modelli. Alcune frequenze sono riservate all'uso modellistico (qui
l'elenco), se la vostra radio trasmette su una di queste significa che è
possibile che riceva disturbi da un'altra radio per uso modellistico nel raggio
di un paio di km. Fate quindi attenzione a dove volate, che non vi sia nei
dintorni nessun campo volo per modelli e nessun altro modellista. Se siete più
di uno volate pure vicini ma solo dopo aver verificato che le frequenze non
siano identiche. Se la vostra radio non usa le frequenze della lista è
considerata illegale e rischiate multe salate, ma a onor del vero non ci sono
controlli a tappeto.
2. Cos'è l'aeromodellismo? se avete le idee poco chiare ecco una
bella descrizione di Loris Kanneworff
3. Iniziare col piede
giusto
L'aeromodellismo NON è una
scienza esatta! se sentite 10
modellisti esperti questi vi
consiglieranno probabilemente 10
modelli, radio e modi diversi
per imparare . Ci sono però
alcune cose su cui tutti o quasi
sono d'accordo, nell'ottica di
trarre la maggior soddisfazione
possibile in rapporto al denaro
e al tempo investito:
A. Frequentate se
possibile un campo volo,
per rendersi conto di come
volano i modelli e per conoscere
dal vivo i modellisti che
potranno insegnarvi come
imparare. La maggior parte sono
disponibili, anche perchè
ricordano che a loro volta sono
stati istruiti. Se doveste
trovare persone poco cortesi
armatevi di pazienza e cercatene
altre, nessuno è perfetto. Al
campo avrete la possibilità di
volare in una zona dedicata a
questa attività e di essere
seguiti da persone competenti.
Una lista dei campi la trovate
qui e
qui, ma potete anche
chiedere se ne conoscono nei
negozi di modellismo dalle
vostre parti. C'è in genere una
quota associativa che varia in
genere dai 80 ai 150eu, può
comprendere o meno
un'assicurazione di
responsabilità civile,
obbligatoria però per volare nei
campi volo.
B. Cercate tra i
frequentatori del campo una
persona che vi possa guidare nei
primi tempi: nei gruppi vi sono
spesso delle persone con la
carica di istruttore che,
armati di pazienza ed esperienza
si prestano a seguire i
principianti. Il vostro
istruttore vi consiglierà e vi
seguirà in tutto (ma non
stressatelo troppo!) fidatevi e
in linea di massima non ve ne
pentirete.
Tanto per confermare l'ipotesi
delle "10 teste 10 idee diverse"
eccovi giusto 10 esempi:
http://www.gianf.net/articles.php?lng=it&pg=8
http://www.gmpprato.it/tecnica/iniziamo/home.htm
http://www.gal.ch/it/documenti/opuscolo_debuttanti.pdf
http://www.cuccoloaeromodelli.com/Principianti.htm
http://tzagi.altervista.org/
http://www.modellismo.info/aeromodelli.htm
http://www.toflyrc.com/pilotaggio/aero_primo_modello.asp
http://digilander.libero.it/aeromodelli/faq.htm
http://www.hobbytoys.it/store/ap_pag.asp?IDpage=125&area=3
http://www.jonathan.it/ita/didat/didat.htm
C. Abbiate pazienza.
Tutte queste strade sono
percorribili, alcune sicuramente
più accidentate di altre, ma
sappiate che se sarete seguiti
da un modellista esperto, sia
che il vostro primo modello sia
un "trainer" ad ala alta, un
motoaliante, elettrico o a
scoppio o anche veleggiatore
puro, difficilmente avrete
problemi se avrete l'umiltà e la
pazienza di lasciare
all'istruttore l'incombenza del
collaudo, che è la fase più
critica per un nuovo modello. Vi
lascerà prendere i comandi poco
per volta, meglio se usando due
radio come "doppio comando", e
in una decina di incontri sarete
capaci di decollare e atterrare
autonomamente.
Aeromodellismo non è solo
pilotare, ma anche costruire,
riparare, socializzare,
decorare, imparare, progettare,
inventare e anche insegnare.
L'importante è divertirsi ;-)
4.
Cani sciolti
Se non avete un campo nelle vicinanze,
se i modellisti che avete conosciuto
erano tutti snob e poco socievoli (ahimè
esistono), se siete delle teste dure e
volete fare da soli, siete arrivati al
punto cruciale di questa guida.
In poche parole dovrete essere voi gli
istruttori di voi stessi! Questo per
dire che il modo migliore di fare le
cose è con calma e razionalità,
informandosi prima di tentare e poi
provarci, sbagliare è umano e fa parte
del gioco, l'importante è imparare dai
propri errori!
Forse vi sono rimaste in testa ancora
delle domande basiche del tipo:
Quanto può volare lontano un modello
(rimanendo sotto controllo radio)?
Circa 1km! Ma molto prima farete già
molta fatica a vederlo e di consegueza a
pilotarlo.
E se si spegne il motore? L'aereo
vola perchè ha le ali e si controlla
perchè ha delle superfici mobili
(essenzialmente elevatore, alettoni,
timone direzionale). Se non è un aliante
volerà poco in assenza di motore ma se
ne avete il controllo potrete riuscire a
farlo atterrare ugualmente.
Quanto costa? Molto a spanne,
perchè dipende dai materiali aquistati e
dalla volontà o meno di costruire,
sappiate che anche comprando materiale
usato difficilmente scenderete sotto i
200eu, stando sul nuovo non sotto i
300-350. Già, non è poco, ma pensate che
solo dieci anni fa con questa cifra
avreste comprato solo la radio.
Se il modello precipita si rompe?
In genere SI'. Se non potete accettare
questa amara verità lasciate perdere
fino a che non sarete disposti a
separarvi dal vostro modello in caso di
problemi (io ho fatto così). Fanno
eccezione i modelli costruiti con
matariale mordido tipo EPP, Arcel,
Elapor che possono essere maltrattati
più di altri ma non credete troppo alla
pubblicità: di indistruttibile non c'è
niente.
Cosa serve? Essenzialmente serve
una radio, ma il discorso è lungo,
dedichiamogli un intero capitolo, il 7°.
Poi vi serve un modello, anche qui la
faccenda si complica, vedi cap 6. A
corredo del modello servono una serie di
accessori che dipendono dal tipo di
motorizzazione, vedi cap.5. Per ultimo
ma non per importanza, pensate a
tutelarvi con una assicurazione di
responsabilità civile. Perchè? Un
modello volante può facilmente causare
danni a cose o persone se usato con
imperizia o nel caso in cui subentri un
problema radio (interferenza) o un
cedimento meccanico. Può essere
sufficiente una polizza cosiddetta "del
capofamiglia" (50-80eu) purchè riporti
chiaramente l'estensione
all'aeromodellismo radiocomandato.
Tenete presente che:
- l'assicurazione copre i danni
materiali eventualmente causati fino al
massimale dell'assicurazione stessa.
- non tutela in nessun modo da evetuali
responsabilità penali.
- non è, per lo stato italiano,
obbligatoria come lo è invece per l'uso
dell'auto (tanto per fare un esempio
chiaro a tutti)
- nei campi volo è obbligatoria
- in assenza dell'assicurazione
ovviamente il modellista dovrà pagare di
tasca propria il danno provocato
Il fatto di essere assicurati non vi
autorizza certo ad andare a volare in
piazza. Il luogo di volo deve essere
scelto con cura, tenendo conto che anche
se la traiettoria del modello la
decidete voi (e all'inizio non è neanche
troppo vero) possono subentrare cause
esterne come vento o disurbi radio che
possono far allontanare più del previsto
il modello. Perciò state lontani da
case, strade, aeroporti, aviosuperfici
per ultraleggeri, non sorvolate gruppi
di persone!!! Se dovete fare molti
km prima di trovare un prato adatto,
fatelo! Se non volete fare tanta strada
giocate con un simulatore al computer!
Scusate la durezza ma quando ci vuole ci
vuole :)5. Motorizzazione
Come primo argomento dovete scegliere un
tipo di motorizzazione. Se escludiamo la
matassa elastica e le mini-turbine le
possibili scelte sono 3:
A) motore a scoppio
pro: molta potenza in rapporto al peso,
rumore (inteso come rombo)
contro: rumore, difficoltà
nell'avviamento e carburazione, il
modello si imbratta di miscela bruciata.
accessori: avviatore o paradito, candela
(glow), pipetta scalda candela, pompa
per la miscela o siringone, miscela di
alcool metilico e olio, stracci e
detersivo per pulire il modello.
B) motore elettrico
pro: pulizia, facile utlizzo sul campo (plug
and play), bassa rumorosità
contro: poca potenza in rapporto al peso
per cifre basse, discreta potenza/peso
spendendo di più, suono meno realistico
accessori: regolatore di giri
elettronico (ESC), batterie per il
motore, caricabatterie da campo (12V).
C) nessun motore, ovvero un aliante
pro: silenziosità, contatto con la
natura, in pendio (montagna o fronte
mare) voli di lunga durata
contro: in pianura breve durata del
volo, pendio in genere distante svariati
km.
accessori: fionda elastica o verricello
elettrico per la pianura, benzina o
gasolio nell'automobile per il pendio.
Il motore a scoppio è FORTEMENTE
sconsigliato per gli autodidatti. Il
funzionamento non è sempre regolare e le
possibilità di farsi male da non
sottovalutare! Oltretutto se non avete
uno spazio per volare molto lontano
dalle abitazioni circostanti, almeno
3km, sarete fonte di disturbo per via
del rumore prodotto.
Il volo in pendio è fantastico ma se non
avete a disposizione un luogo adatto
nelle vicinanze, magari frequentato da
altri modellisti, rischiate di investire
molto tempo e denaro nei viaggi senza
avere la certezza di volare (dipende
dalle condizioni meteo) e di conseguenza
imparare. Sono una fortunata eccezione i
liguri che hanno forse più facilità a
trovare un pendio che non un campo volo
in pianura.
Il volo aliantistico in pianura richiede
lo sfruttamento di correnti ascensionali
di aria calda (termiche): non essendo
queste visibili a occhio nudo non è
facile sfruttarle e pertanto cominciare
in pianura con un aliante puro significa
fare moltissimi voli di pochi secondi di
durata, decisamente poco istruttivo
salvo per la manovra di atterraggio ;)
A questo punto avrete capito che
l'aeromodellismo è un hobby molto
diversificato, in cui ciascuno può
occuparsi degli aspetti che più lo
affascinano. Ad esempio se pensate di
non poter rinunciare alla potenza e al
rumore del motore a scoppio andate
subito a cercarvi un campo volo dove
poter usare in tranquillità questa
motorizzazione. Nel caso di elettrici o
alianti è invece possibile, non senza
difficoltà, riuscire a imparare da soli
senza far male a nessuno.
6. Modello
Eccoci alla parte forse più discutibile.
Ricordo quanto già detto:
l'aeromodellismo NON è una scienza
esatta, ci sono tante maniere diverse
per praticare quest'hobby e tanti modi
per cominciare, molti potenzialmente
corretti.
Il principiante in genere vorrebbe che
il suo modello sia bellissimo,
sognandolo già volteggiare nell'aria...
Purtroppo nella realtà più il modello è
bello e più ci si tiene, preoccupandosi
non poco per la sua sorte, mentre il
primo modello deve essere "da battaglia"
visto che sarà soggetto al peggiore
utilizzo.
Intanto rispondete a questa domanda: il
modello lo voglio costruire da zero o lo
preferisco il più pronto al volo
possibile? Nel primo caso partite subito
col piede giusto per essere
Aeromodellisti con la A maiuscola, nel
secondo caso nessun problema, i tempi
cambiano e il tempo materiale spesso
scarseggia. Naturalmente c'è una scala
di costi: costruzione da disegno <
scatola di montaggio (kit) <
parzialmente pronti al volo (A-RTF) <
totalmente pronti al volo (RTF). Il
tempo necessario segue la scala al
contrario.
Poichè la motorizzazione a scoppio non è
indicata ai "cani sciolti" non ci
sarebbe neanche bisogno di parlare dei
modelli che la usano, ma chi ha la
fortuna (e la voglia) di stare appresso
ad un istruttore non si faccia
intimorire se gli viene consigliato un
modello da 1,5m di apertura alare del
peso di circa 2kg con un motore a
scoppio. Se avete già sfogliato qualche
catalogo cartaceo o online avrete visto
che questi modelli si chiamano "trainer"
ossia proprio "allenatori". Il collaudo
verrà fatto dall'istruttore che avrà
modo di regolare (trimmare) il modello
in modo che abbia un comportamento
stabile e non sbilanciato, così pure i
primi atterraggi che sono una delle fasi
più delicate del volo. Mano a mano
avrete la possibilità di volare sempre
di più voi e in pochi incontri, a
seconda di quanto siate portati, sarete
in grado di volare autonomamente con un
modello che, salvo imprevisti, potrà
durarvi per anni e con cui potrete anche
iniziare a fare acrobazia: looping,
tonneaux ecc.
Facciamo dei nomi e cognomi
ESEMPLIFICATIVI, cercateli poi voi in
rete con un motore di ricerca: Avistar
.40, Trainer40, Ready[ARC], Calmato 40[Kyosho],
Gladiator Balsa kit [Olympic], Big Stick
[Great Planes]
Un altro modello a scoppio con cui
potete iniziare è un motoaliante, ossia
un aliante dotato di motore per
consentirgli di prendere quota, il
decollo avviene con un lancio a mano e
l'atterraggio sulla pancia non essendovi
un carrello. Se avete un istruttore
capace e simpatico vi sconsiglio questa
strada: è vero che in un paio di voli
sarete completamente autonomi (sono più
facili da pilotare) ma in breve tempo vi
stuferete e vorrete cambiare modello.
Insomma va bene per chi va al campo volo
ma ha la testa dura e punta ad essere
autonomo il prima possibile. Categoria
comunque in disuso perchè il volo
dell'aliante si abbina meglio con la
motorizzazione elettrica.
Se il volo a scoppio vi schifa nessun
problema: esistono anche le versioni
elettriche dei trainer di cui sopra,
alcuni delle stesse dimensioni altri più
piccoli, intorno ai 100cm di apertura
alare, per venire incontro alle minori
potenze del motore elettrico (a parità
di spesa).
Di modelli elettrici di generose
dimensioni conosco solo il Magister [Multiplex]
oppure bisogna ricorrere alla
conversione elettrica di uno dei trainer
citati per lo scoppio.
Più ampia è la scelta di modelli dalle
dimensioni più contenute: Mini-mag [Multiplex],
E-Starter [GWS] e l'ormai fuori
produzione
SuperMiss [Scorpio].
Se volete fare da voi vi segnalo tra i
tanti il
Protopiper di F.Ruatta o l'Albyone2
o il
Piper di E.Stival.
Tornando agli autodidatti,
concedetemi un unico assolutismo: i
modelli acrobatici e le riproduzioni di
aerei da combattimento per quanto
affascinanti NON VANNO ASSOLUTAMENTE
BENE PER INIZIARE DA SOLI!!! Il motivo è
presto detto: richiedono di volare
veloci, sono per loro natura instabili e
molto reattivi ai comandi.
Per lo stesso motivo anche i tuttala
(o polistirali o zagi o schiumini che
dir si voglia) non sono adatti:
sono certamente più robusti ma anche
critici come centraggio. Ottimi come
secondo modello ma come primo proprio
no.
A mio parere
anche i piccoli trainer elettrici di
poche righe sopra (intendo quelli
intorno a 1m di apertura alare e 600g di
peso) continuano ad essere poco indicati
per gli autodidatti. Badate bene ho
scritto poco, non che siano il male
incarnato! Sono dotati di carrello e
ciò, sebbene esteticamente appagante,
richiede un atterraggio preciso e
invoglia al decollo da terra, cosa tutt'altro
che facile. Un altro aspetto controverso
è che sono dotati di alettoni (vedi cap.10):
questo fatto da un lato li rende
manovrabili e divertenti ma dall'altro
anche più nervosi nel pilotaggio.
Infatti a mio parere il primo scoglio
che un autodidatta deve affrontare è
prendere confidenza con i comandi e
contemporaneamente collaudare un modello
nuovo. Quello che un pilota esperto
farebbe con pochi colpi di trim, per il
principiante può rivelarsi impossibile
senza schiantare diverse volte il
modello.
A questo punto le soluzioni continuano
ad essere molte: si può continuare a
schiantare i modelli sconsigliati
precedentemente e forse, prima o poi, in
termini di tempo e denaro, imparerete.
La soluzione del piccolo trainer
elettrico al limite può essere percorsa
se avete già dimestichezza con le radio
(ad es macchine, barche o elicotteri)
e/o se avete fatto molta pratica con un
simulatore, vedi cap. 10
Ma se non vi piace sprecare risorse ecco
due alternative molto più sicure:
1) costruitevi da voi un semplice
motoaliante elettrico con i soli comandi
di coda (direzionale ed elevatore) e
senza alettoni; sarà meno acrobatico ma
sicuramente molto dolce nei comandi e
con un assetto stabile, permettendovi di
prendere confidenza con le manovre di
volo. Dopo qualche ora lo troverete
noioso ma pazienza, lo metterete da
parte riciclandone le componenti per un
modello più vivace, ma non è escluso che
se ben costruito possa durarvi per anni
usandolo nei momenti in cui cercate un
volo tranquillo o per fare esperimenti.
Chi ha voglia di costruire può rifarsi
al
Vento o il
Soarprise
Chi non ha voglia ma è disposto a
spendere qualcosa trova nell'Easy
Star [Multiplex] una valida
alternativa commerciale oppure anche il
Favola400.
Anche altri piccoli e leggeri modelli
cosiddetti a "2 assi" (senza alettoni)
possono andare bene se avete possibilità
di volare in un luogo poco ventoso. Cito
ad esempio la scatola dello Headwind B [Great
Planes] oppure chi ha voglia di fare
guardi i modelli elettrici di
Andrea Tamburo oppure il
J-Epp di Ale Jorio.
Chiaramente investire in un modello che
in breve tempo potrebbe risultare noioso
(dipende da quanto vi piace veleggiare)
non è il massimo e allora potreste
preferire un'alternativa meno sicura ma
più emozionante
2) costruite o comprate un
motoaliante elettrico munito di
alettoni. Continuerà ad essere
abbastanza facile nel pilotaggio e
sicuramente vi potrà dare maggiori
soddisfazioni anche dopo la prima oretta
di volo, insegnandovi tra l'altro l'uso
di tutti i comandi principali. Scegliete
un apertura alare compresa tra 1.5 e 2m,
di meno sono troppo nervosi, di più
troppo pesanti, meglio se non superano i
1000-1200g, voleranno più lentamente.
Sempre per restare in casa [Multiplex]
vi è l'
EasyGliderElectric (vedi anche la
recensione di
AleVilla) oppure lo
Sweet electro [Topmodel] che vola
meglio ma è anche molto più delicato.
Nella stessa categoria di "alettoni ma
con rischio moderato" inserirei anche un
paio di modelli che non sono proprio
alianti ma che grazie alla leggerezza
permettono un volo tranquillo: il
"Volt" e il
Wildtrainer
Fossi in voi eviterei motoalianti
elettrici con peso dichiarato superiore
a 1200-1300g, rischiano di essere più
impegnativi da gestire di un MiniMag e
più delicati in caso di atterraggio
brusco.
Riassumento: c'è una scala di
difficoltà nel pilotaggio dei modelli:
motoalianti 2assi < trainer a 2 assi <
motoalianti 3assi < piccoli trainer
elettrici < tuttala < fun-fly <
acrobatici < caccia < ...
Iniziare con gli ultimi è garanzia di
specare soldi tempo e rischiare di far
male a qualcuno. Ai primi 3 posti
trovate i modelli più indicati, potete
farli tutti seguendo la politica dei
piccoli passi o saltare qualche
passaggio se vi sentite coraggiosi e
preparati.
Anche in altre attività si comincia dal
basso della scala, ad es. se volete
correre in auto incominciate dai kart o
dai monomarca, mica dalla Formula1 ;-)
7. Radio
Il mercato offre molte alternative,
ognuno faccia i conti col proprio
portafoglio, vale ovviamente il detto
"chi più spende meno spende", nel senso
che comprare subito una buona radio vi
permetterà di non cambiarla per molti
anni. Riporto un consiglio di AntonioUsa
"prendete la migliore che vi potete
permettere, sempre tenendo presente il
vostro interesse futuro in questo hobby"
E' essenziale per tutti che la radio sia
omologata per il mercato italiano
(europeo) e che trasmetta su una
banda di frequenza legale.
NB. Alcune radio di ultima uscita non
sono presenti sulla lista perchè da
aggiornare. Praticamente tutte le radio
vendute nei negozi sono omologate, il
pericolo arriva su internet o con
modelli vecchi venduti usati.
Il consiglio generale è di comprare una
radio con almeno 5canali, meglio se
computerizzata. Se potete permettervela
prendete pure una 7canali, vi durerà
qualche anno in più. Se il budget è
ristretto guardate al mercato
dell'usato. Personalmente vi sconsiglio
una radio con 4canali non
computerizzata, è vero che costa poco ma
vi stuferete subito. Per completezza
bisogna dire che fino a non molti anni
fa era la norma, in fondo è sufficiente
regolare a dovere i leverismi dei
servocomandi, ma quanti di voi
comprerebbero oggi un telefono analogico
a disco (rotella)?
Diffidate di chi osanna una marca e
denigra le altre (vale in generale per
tutti gli assolutismi!)
Per chiarimento:
TRASMITTENTE (TX): Questo è spesso
l'elemento più caro, ma fortunatamente
la tenete ben salda in mano e
difficilmente si romperà.
N° DI CANALI: (CH) è il numero di
comandi separati che potete gestire sul
modello. Sul primo modello ve ne
potrebbero anche bastare 2, 3 o 4, ma
sappiate che è molto facile avere la
necessità di 5canali (ad es. usando un
canale per ognuno dei due alettoni) e
non è così remota la possibilità di
usarne 7.
MEMORIE: le hanno solo le radio
computerizzate, permettono cambiare
modello in pochi secondi.
TRIM: sono piccole regolazioni che
permettono di mantenere diritto e
livellato il modello senza agire sugli
stick.
STICK: sono le due levette principali su
cui agite per comandare il modello.
MODE (inglese, da leggere 'mod'): vi
sono due standard per assegnare i
comandi agli stick: mode1 e mode2. Il
primo è più diffuso in Europa (lo usa
oltre il 90%), e prevede di avere sullo
stick di sinistra il comando
dell'elevatore e del direzionale, mentre
a destra gli alettoni e il motore, il
secondo è in voga negli USA e assomiglia
al pilotaggio tradizionale in quanto
sullo stick di destra vi sono elevatore
e alettoni (come fosse la cloche) e su
quello di sinistra motore e direzionale.
Chiaramente se avete un istruttore
dovete adeguarvi al suo mode, se fate da
soli può essere più intuitivo il mode2,
ma sappiate da subito che se poi un
modellista con mode1 vi proporrà di
usare il suo modello voi non ci
riuscirete poichè abituati al vostro
sistema (provato personalmente) e alla
fine declinerete l'offerta per non
rompere il modello; viceversa non
potrete far provare il vostro modello ad
altri che non usino il vostro mode. Alla
fine della fiera è una seccatura ma non
è così importante, soprattutto se siete
gelosi dei modell: fate forse provare la
vostra donna agli amici?
Per completezza esistono anche il mode3
e mode4 ma mi risulta siano usati solo
dagli elicotteristi.
ANTENNA: va estratta completamente!
RICEVENTE (RX): è lo scatolotto che si
monta sul modello e che riceve i comandi
dalla trasmittente che tenete in mano.
SERVOCOMANDO (SERVO): si collega alla
ricevente e imprime il movimento ad una
delle superfici mobili. Per maggiori
info
http://www.edimodel.com/pdf-art/servi.pdf
BATTERIE: ricaricabili, mi raccomando,
in genere in formato stilo (AA).
Alimentano la trasmittente a 9.6V ( 7.2
per le Multiplex) e 4.8V per la
ricevente e i servi. Nel caso di motore
elettrico la batteria per la RX può
essere evitata se il regolatore è munito
di B.E.C. (circuito eliminazione
batteria)
http://www.edimodel.com/pdf-art/bec.pdf
CARICABATTERIE: ricarica le precedenti
batterie senza troppi fronzoli:
trascorso un certo tempo si considerano
cariche.
QUARZO: definisce la frequenza sulla
quale opera la radio. Si può cambiare
(su rx e tx assieme) per evitare
spiacevoli sovrapposizioni. La frequenze
legali sono associate ad un numero,
detto anch'esso CANALE.
FM: modulazione di frequenza, si
distingue dalla AM usata in passato e
che era maggiormente soggetta a
interferenze.
PPM: il sistema analogico di
trasmissione
PCM: sistema digitale che non ha
incontrato il successo sperato. vedi
http://www.edimodel.com/pdf-art/pcmppm.pdf
SINGOLA o DOPPIA CONVERSIONE: sistemi
diversi di decodifica del segnale da
parte della ricevente, riguardano solo
la RX e richiedono quarzi di tipo
diverso. vedi
http://www.edimodel.com/pdf-art/sing-dop.pdf
8. Dove comprare
Oggigiorno per chi sa cercare la
mole di informazioni disponibili
è notevole e spesso ci si trova
spaesati e incapaci di decidere
tra mille proposte diverse.
Il mio consiglio è di andare a
fare un giro di persona nei
negozi di modellismo della
vostra zona. Intanto potrete
toccare con mano e vedere dal
vivo quello che avete intenzione
di comprare, poi potete parlare
di persona col negoziante che
può rapidamente chiarirvi
eventuali dubbi.
Apro una parentesi sui
negozianti, ce ne sono "di tutti
i colori": più o meno onesti,
più o meno veri modellisti, più
o meno simpatici, più o meno
preparati, più o meno
disponibili. Magari avete a
portata di mano uno di quelli in
gamba e non lo potete sapere
fino a che non andate a
trovarlo, magari è solo un miope
commerciante interessato al
massimo guadagno immediato, chi
può dirlo...
Se avete dei dubbi sul suo
comportamento o sulle offerte
che propone parlatene sul forum,
è a questo che serve!
Se il negozio è abbastanza
grande sarà facile che la
differenza di prezzo rispetto ai
negozi online sia contenuta, a
mio avviso quando non c'è da
risparmiare cifre enormi
preferisco dare qualche soldo ad
un negoziante della mia città
piuttosto che all'estero (e alle
poste), inoltre quando ti manca
giusto qualche pezzetto (della
balsa, un tondino di acciaio, un
servo) fa comodo avere un
negozio vicino in cui trovare
quello che manca, no? Se nessuno
compra il negozio chiude.
9. Tecnica di base
Parte di queste informazioni
si trovano anche nei 10 link
segnalati al cap.3. In
aggiunta segnalo anche
questo.
Gli aerei veri, e di conseguenza
anche i modelli radiocomandati,
volano perchè hanno le ali. Sono
infatti le ali che muovendosi
nell'aria con una certa velocità
e inclinazione generano la
portanza; questa forza verticale
si oppone alla forza peso del
modello e gli consente di
volare.
Questa premessa perchè molti
pensano che sia il motore
l'elemento fondamentale, ma è
giusto sapere che non è così,
perchè chi commette questo
errore spesso non sa cosa fare
quando il motore per un motivo o
per l'altro si spegne. Il motore
consente al modello di vincere
la resistenza aerodinamice e
tenere una certa velocità,
grazie alla quale riesce come
detto prima a sviluppare
portanza. Gli alianti, non
avendo motore, per raggiungere
una velocità superiore a quella
di stallo devono percorrere una
traiettoria leggermente
discendente (l'unico modo che
hanno per salire da soli è
volare in una massa d'aria che
sale più veloce di quanto loro
scendano).
La morale è che un aereo col
motore spento continua a volare
ma dovrà farlo con una
traiettoria discendente per
mantenere la velocità.
A noi non basta che il modello
voli, vogliamo anche
controllarlo! Sul modello ci
sono infatti delle superfici
mobili che vengono azionate dai
servocomandi (servi). I servi
sono comandati dalla
radio-ricevente (RX) che riceve
appunto i comandi impartiti
attraverso la radio trasmittente
(TX).
Chiariamo subito quali sono le
superfici fisse e mobili:
Piccola precisazione: nel disegno non
compaiono i FLAP, che non sono la stessa cosa degli alettoni! Si trovano sempre
sulle ali ma nella parte interna visto che il loro compito non è il controllo
del rollio ma modificare il profilo alare in modo da avere maggiore portanza
alle basse velocità, per permettere all'aereo di volare più lentamente
(facilitano atterraggio e decollo di modelli pesanti).
I servi si collegano alla RX con cavi tripolari: 1 per il positivo, 1 per il
negativo/riferimento e 1 per il segnale. L'ordine dei cavetti è standard anche
se può cambiare leggermente il colore a seconda dei produttori. Unica eccezione
è SANWA.
Alla RX si collega anche la batteria a 4.8V che alimenta anche i servi, oppure è
molto comune nei modelli elettrici che sia il regolatore di giri del motore a
fornire la corrente necessaria tramite la batteria del motore. Questo sistema si
chiama B.E.C. (in italiano per: circuito eliminazione batteria), basta collegare
il regolatore e non serve più la batteria a 4.8V.
Le RX sono dotate di un certo numero di "canali", che corrispondono ai comandi
che possono ricevere dalla trasmittente. Ad esempio è necessario 1canale per il
motore, 1canale per l'elevatore, 1 per il timone direzionale, 1 o 2 per gli
alettoni (a seconda di come vengono montati i servi). Ogni marca di radio (TX)
ha le sue associazioni comando-canale, quelle giuste per voi le trovate sul
manuale della radio oppure andate per tentativi.
Il collegamento servo-parte
mobile può avvenire in molti
modi, spesso avviene tramite un
tondino di acciaio che corre
all'interno di un tubetto ("bowden").
E' importante che il comando
abbia il minor gioco possibile,
ossia se provate a muovere la
superficie di comando con le
dita questa deve trasmettere lo
sforzo al servo senza che si
possa muovere. Un minimo di
gioco è naturale, 1mm misurato
all'estremità dell'elevatore o
dell'alettone non da problemi.
Attenzione a non sforzare il
servo che potrebbe sgranarsi (si
rompono i denti degli ingranaggi
interni).
Nonostante oggi le radio siano
quasi tutte computerizzate e
permettano di impostare
facilmente la corsa dei servi e
il loro centraggio, è fortemente
consigliato che il posizinamento
dei tiranti sia fatto bene a
livello meccanico: quando la
parte mobile è centrata nella
posizione di riposo (es alettone
allineato all'ala) anche le
squadrette (del servo e della
parte mobile) devono essere il
più possibile centrate per avere
un movimento omogeneo e
simmetrico.

Se poi volete ridurre la
corsa potete infulcrare il
comando su un foro più interno
del servo o più esterno della
squadretta.
Verifiche di montaggio
Per prima cosa è bene studiare
il manuale allegato al modello
(se il prodotto è serio, il
manuale è una vera e propria
miniera di informazioni, non
sottovalutatelo!!!) e fare
quanto indicato dal costruttore.
Se siete dei coraggiosi che sono
partiti da un progetto,
studiatevi bene quest'ultimo,
gli 'articoli' eventualmente
esistenti e frequentate i forum.
Comunque sia, dovete
preoccuparvi della buona
realizzazione geometrica del
modello, facendo misure vere e
proprie, evitando accuratamente
di procedere ad occhiometro.
- Peso ; quando sul modello sono
installate e collegate tutte le
componenti (motorizzazione,
ricevente e servocomandi,
batterie, rinvii, ecc...)
abbiamo un modello in Ordine di
Volo (odv); la prima cosa da
verificare è il peso del
modello, cioè se siamo nei
limiti di quanto indicato nel
manuale o progetto. Se siamo
sopra, cerchiamo di alleggerire,
ma prima di cominciare a fare
buchi chiedete a qualche
esperto, anche solo sul forum.
- Squadre; il direzionale deve
essere sull'asse longitudinale
della fusoliera e perfettamente
in squadra (a 90°) con la
stessa, mentre il timone di
profondità in squadra col
direzionale.
- Bilanciamento dell'ala;
sostenendo l'ala tramite due
spilli conficcati nella mezzeria
dell'ala, uno sul bordo
d'entrata e l'altro su quello
d'uscita, verificare che una
semiala non sia più pesante
dell'altra ed eventualmente
correggere il problema
applicando pesi (es.
decalcomanie decorative)
sull'ala più leggera verso
l'estremità.
- Allineamenti; una volta
montata l'ala sul modello,
verificare con una stecca
millimetrata o un pezzo di filo
che la distanza fra il punto
terminale esterno del bordo
d'uscita di una semiala con la
mezzeria della fusoliera in coda
sia uguale a quella con il punto
distale del bordo d'uscita
dell'altra semiala (in pratica
deve venir fuori un triangolo i
cui i lati definiti dalle
estremità distali delle ali con
la fine della fusoliera, hanno
la stessa lunghezza).
Ovviamente, correggere se
necessario ruotando l'ala e
trovare il modo di 'marcare' la
posizione corretta per i
successivi montaggi, es.
tracciare con pennarelli dei
segni di allineamento sulla
fusoliera e sull'ala. Si deve
verificare anche che una semiala
non sia più bassa dell'altra;
anche in questo caso procedere
con eventuali correzioni ad es.
incollando spessori sulla
fusoliera, dalla parte della
semiala più bassa.
- Svergolature; posizionare il
modello sul piano di lavoro in
maniera tale che si possano
misurare le distanze tra il
piano e alcuni punti dell'ala
(es. bordo di entrata e di
uscita rispettivamente in
corrispondenza della prima e
ultima centina di una semiala, o
comunque in punti noti) Queste
misure dovranno coincidere con
quelle prese sull'altra semiala;
un paio di mm di differenza su
un modello abbastanza grande
sono anche tollerati, basterà
correggere la tendenza al rollio
con il trim degli alettoni.
- Baricentro; il kit più o
meno completo (nel senso di RTF
o ARF) o il disegno di un aereo
collaudato, riportano le
indicazioni di dove deve essere
collocato il baricentro.
Sostenendo il modello in odv con
due dita (o altri supporti)
poste sulla superficie inferiore
alare in corrispondenza del
baricentro, il modello dovrà
essere in equilibrio o
leggermente picchiato. Se così
non fosse, spostare i pesi
interni (per gli elettrici si
può giocare soprattutto col
pacco batteria) fino ad ottenere
l'equilibrio cercato e fissare
tali componenti nella posizione
trovata. Come ultima risorsa,
aggiungere fissando bene dei
pesi in testa o coda al modello,
ma sapendo che è inutile mettere
del peso in più, si riduce
l'autonomia del volo. Meglio
piuttosto usare batterie
diverse, più capienti e quindi
più pesanti (maggiore capacità,
non voltaggio).
- Bilanciamento laterale;
sostenendo il modello per l'asse
del motore e la coda, alzandolo
più volte da terra, vedere se
tende a ruotare, abbassando
sempre la stessa seminala. Se le
ali erano state bilanciate in
precedenza, potrebbe essere un
problema di posizionamento
dell'ala... se non si risolve,
provare ad appesantire la parte
più leggera.
- Elica; deve essere ben
bilanciata (vedi
qui e
qui) e ben fissata. Eliche
di piccolo diametro ( < 9")
difficilmente sarà necessario
bilanciarle.
- Motore; deve essere ben
fissato e col giusto
disassamento (laterale e
generalmente verso il basso),
come previsto dal kit o dal
progetto. Serve a contrastare la
controcoppia generata dall'elica
e a compensare il momento
cabrante dovuto alla trazione.
- Collegamenti elettrici; devono
essere tutti ben saldi e con la
corretta polarità e i cavi non
liberi di spostarsi e
intralciare i movimenti dei
servocomandi (magari fissateli
con del nastro adesivo alle
pareti della fusoliera).
- Servocomandi; devono essere
ben fissati tramite le loro viti
o direttamente incollati,
collegati con la giusta
superficie mobile e con i vari
rinvii liberi di muoversi, senza
interferire fra di loro o con
altri elementi (es. cavi) e
senza giochi.
- Superfici mobili; devono avere
la giusta escursione, indicata
nei manuali che accompagnano i
kit o nei progetti, e se
necessario impostare nella
propria TX (se lo consente) i
fine corsa adeguati o agire
spostando i rinvii su fori
differenti, sia del braccio del
servocomando che nelle
squadrette attaccate alle
superfici mobilie.
Verificare anche la direzione
(il verso) in cui le superfici
mobili si muovono, che deve
essere coerente rispetto ai
comandi impartiti con gli stick
della TX. Guardando il modello
da dietro abbiamo le seguenti
relazioni:
|
Stick alettoni |
A dx |
Alettone sx scende |
|
Stick alettoni |
A sx |
Alettone sx sale |
|
Stick direzione |
A dx |
Timone a dx |
|
Stick direzione |
A sx |
Timone a sx |
|
Stick elevatore |
Spinto avanti |
Elevatore scende |
|
Stick elevatore |
Spinto indietro |
Elevatore sale |
- Stima della durata della carica delle
batterie (ovvero sapere quanto tempo il motore rimane acceso per capire quando è
il momento di atterrare): con pacco batterie carico fare girare il motore fino a
che si spegne e prenderne il tempo. Si può fare anche una prova "realistica"
ossia 10 secondi a tutto gas, 20 secondi a 2/3 del gas, ripetuti fino a che
scatta il Cutoff.
Di solito, sottraendo dal tempo
così calcolato un 10-20% e impostando a tale valore il Timer della radio, quando
questo segnalerà il momento di porsi in procedura di atterraggio, ci dovrebbe
garantire la possibilità di fare un paio di riattaccate. Attenzione: l'uso del
motore da fermo, in mancanza di flusso d'aria, può provocare il
surriscaldamento! Controllare periodicamente la temperatura del motore,
regolatore, batterie; se scottano fermate tutto!!!
10. Volo
Eccoci alla parte cruciale. Il posto migliore dove collaudare un modello leggero
(come quello con cui incominciate voi) è senza dubbio un prato con l'erba alta.
facendo attenzione alla presenza di serpi e altre bestie, l'erba alta è un
airbag naturale su cui potrete schiantare (ehm, intendevo "far atterrare") il
vostro modello con pochi o nessun danno.
Come già detto in precedenza questo è il momento più critico perchè in pochi
istanti dovete prendere confidenza sia con la radio sia con il modello che, a
meno di una costruzione perfetta, richiederà delle correzioni coi trim per
volare bene.
Per allenarsi con la radio è anche possibile usare dei simulatori al computer.
Ad esempio vi è il gratuito
FMS con cui
potete anche collegare la vostra TX al computer tramite un apposito cavetto di
interfaccia. In alternativa esistono più validi programmi a pagamento, alcuni
dotati della loro radio "finta". Come ultima spiaggia, ma a mio avviso già
sufficiente allo scopo, potete giocare un po' con MS Flight Simulator usando la
vista da torre di controllo. Se pilotate in mode2 non troverete grossa
differenza tra l'utilizzo del joystick e dello stick destro della radio.
Uno degli aspetti inizialmente più critici è apprendere che quando il modello vi
viene incontro il comando degli alettoni e del direzionale risultano invertiti.
Inoltre dovete imparare che gli stick vanno mossi in maniera continua e
progressiva, senza dare comandi violenti e accompagnando il ritorno al centro
(proprio come se guidaste un'automobile). Gli stick non devono far rumore!
Si deve trovare uno spazio adeguato, il più lontano possibile da strade,
case, persone, linee dell'alta e media tensione, alberi e una giornata con poco
vento.
Visto che siamo in tema sicurezza sappiate che esiste un
manuale
preparato dalla FIAM (Federazione Italiana AeroModellismo) che disciplina il
volo RC; la sua entrata in vigore è rimandata al 2007. Se non avete un
istruttore nessuno vi "tartasserà" con gli aspetti legati alla sicurezza ma,
visto che sono comunque fondamentali, è vostro obbligo badare da soli anche a
questa parte.
Ricordatevi di prendere con voi tutto il necessario: modello, radio, batterie
per entrambi, elastici viti o quello che serve per fissare le ali, attrezzi vari
e pezzi di ricambio, eliche di scorta, nastro adesivo, colla rapida, occhiali da
sole (anche se non siete abituati ad usarli sono molto importanti).
Giunti sul campo è bene controllare ancora una volta il modello: il fissaggio
delle viti del motore e dei servi, il fissaggio dell'elica, il posizionamento
della RX (imbottitura di protezione dagli urti), il fissaggio dell'antenna della
RX, il fissaggio dei rinvii e delle batterie.
Montate le ali e controllate un ultima volta il baricentro perché durante il
viaggio si potrebbe essere spostato qualcosa.
Controllate anche la radio, accendendo sempre prima la TX e poi la RX,
con lo stick del gas al minimo (ovvero motore spento). Se la TX possiede una
funzione di lock del motore usatela per tenete il motore bloccato spento.
La prima cosa da controllare nelle TX computerizzate è che il modello impostato
sia quello corretto ed eventualmente cambiare memoria.
E' necessario controllare, almeno prima del primo volo, la portata della radio:
con antenna TX abbassata, a una ventina di metri di distanza, verificando che i
comandi rispondano come si deve senza interferenze o movimenti inconsulti, sia a
motore spento che a motore acceso (utile la presenza di un collaboratore),
controllando che le superfici mobili si muovano nel verso giusto,
controllando se sono inseriti i giusti riduttori, le miscelazioni corrette ecc.
Il controllo generale del modello è necessario non solo all'arrivo al campo, ma
anche dopo un atterraggio brusco.
Lavorare stando sempre dietro il modello, non davanti o di lato, anche con
motore spento.
Se qualcosa non fosse a posto rimediare, se non è possibile farlo al campo,
rinunciare.
A differenza di chi si affida ad un istruttore, e ha quindi il lusso di
permettersi di procedere gradualmente, qui siamo soli e sin dal primo volo siamo
costretti a occuparci di più cose contemporaneamente:
- imparare ad usare gli stick in maniera dolce ed al momento giusto (forse il
simulatore è servito a qualcosa)
- trimmare il modello per ottenere un volo livellato (stessa quota, diritto, a
circa metà gas)
- fare virate (ampie) e quindi imparare a mandare il modello dove vogliamo noi,
non dove vuole andare lui
- approccio all'atterraggio e atterraggio
- imparare a "prendere le misure" (quota del modello, distanza, direzione del
vento, ecc...)
I primi lanci di prova è consigliabile
farli a motore spento. Se il modello è dotato di carrello, toglietelo: nell'erba
alta peggiora solo le cose, ma anche se fosse bassa vi complicherebbe solo la
vita. L'ideale è avere un compagno di avventura a cui chiedere di lanciare il
modello, voi vi terrete alle sua spalle leggermente spostati di lato in modo da
vedere il modello dalla coda. Se è un motoaliante sarete in grado di lanciarlo
da soli, se è un piccolo trainer già conviene se ve lo lanciano.
Sorreggere il modello per la fusoliera più o meno in corrispondenza del
baricentro e lanciare il modello in avanti, orizzontale o leggermente verso
il basso (mai verso l'alto), controvento e con le ali livellate
(evitare che una sia più alta dell'altra). Ci vuole un po' di energia, perchè
senza un minimo di velocità non si plana. Non cercate di fargli fare quota ma di
tenere una planata controllata per capire come si comporta. Meglio dieci brevi
voli da 5" che due da 10" col rischio di vedere il modello stallare a due metri
da terra senza riuscire a riprenderne il controllo! Inizialmente cercate di
tenere una traiettoria livellata e di correggere con gli stick. Tra un lancio e
l'altro usate i trim in modo da dover usare sempre meno gli stick.
Se siete veramente sicuri che le verifiche sulla realizzazione del modello siano
state fatte come si deve, potete cercare di applicare le seguenti correzioni:
per la tendenza a cabrare, trimmare a picchiare (stick in avanti), viceversa se
tende a picchiare. In caso tenda a virare da un lato o dall'altro contrastare
principalmente con gli alettoni, se non ci sono correggere con il timone
direzionale.
Comunque, se è necessario ricorrere a delle correzioni troppo pronunciate,
cominciate pure a sospettare che ci sia stato qualcosa di sbagliato nelle
verifiche sul modello.
Piccola precisazione: ripeterò spesso il termine controvento a proposito di
decolli, prove, trimmaggi, atterraggio, perchè? Poichè l'aereo necessita di una
certa velocità rispetto all'aria che attraversa, ma se questa è in movimento
rispetto al terreno, allora la velocità del modello relativa al terreno varierà
in più e in meno della velocità del vento. Es:vento a 3m/s, modello che vola a
10 m/s, controvento ha una velocità rispetto al terreno di 10-3=7m/s, sottovento
invece volerà a 10+3=13m/s che è quasi il doppio di 7! Questo vuol dire al
lancio richiederebbe più spinta, nel trimmaggio vi passerà davanti in minore
tempo e in atterraggio dovrà toccare terra più veloce con maggiore rischio di
danni. C'è una sola cosa peggiore del vento a favore, il vento laterale:
ribaltamento in agguato! Per rendervi facilmente conto della direzione e
dell'intensità del vento legate un pezzetto (30cm) di filo di lana sulla punta
dell'antenna del TX.
Se tutto è andato come dovrebbe il modello è ancora intero e voi vi sentite se
non pronti almeno sufficientemente pazzi da provare a volare sul serio!
Fate partire il timer, impostato in base alla prova di durata delle batterie cui
si toglie un 10-20%.
Date gas gradualmente fino al massimo e date un segnale al vostro lanciatore.
Come prima il lancio deve avvenire controvento, con le ali livellate,
orizzontale o leggermente inclinato verso il basso ma mai verso l'alto! La forza
del lancio sarà dosata in funzione del modello: modelli piccoli con motori
potenti partono praticamente da soli (scappano dalle mani), mentre la maggior
parte dei famosi 'giocattolini' hanno spesso una motorizzazione di potenza
appena sufficiente ed è quindi necessario lanciare con forza (magari con 3-4
passi di corsa).
Con le motorizzazioni meno potenti è facile che dopo il lancio il modello tenda
per un breve tratto a perdere quota... evitate di cabrare immediatamente ma
lasciategli prendere velocità, solo quando appare certo che voglia schiantarsi
agite sull'elevatore ma con dolcezza per evitare stalli, che a bassa quota
possono essere letali.
La prima correzione da fare sarà tenere le ali livellate con gli alettoni,
immediatamente dopo regolare l'assetto con l'elevatore, impostando una
traiettoria in leggera salita.
In questa fase e anche nel prosieguo del volo, non portate mai il modello sulla
traiettoria del sole e sulla vostra testa, perchè in queste condizioni non
riuscite a capire quale sia il suo assetto. Allo stesso modo evitate che vi
passi dietro, non avete idea di come si muovano subdolamente le cose (alberi,
muri, auto) quando non le guardate ;-))
Non abbiate paura dell'altezza: non volate bassi ma ad una quota pari grossomodo
a due volte l'altezza degli alberi presenti in zona, dovete però sempre essere
in grado di capire come è posizionato il vostro modello, una delle cause pià
comuni di schianto da principiante è l'eccessiva distanza del modello: quando
non si capisce più come è orientato è facile perderne il controllo per diversi
secondi, nei quali di sicuro si avvicinerà a terra rapidamente!
Come si devono fare le virate?
Nei modelli con alettoni, inclinate appena appena lo stick degli alettoni nella
direzione in cui si desidera che sia fatta la virata (col simulatore dovreste
aver già acquisito il riflesso spontaneo per la giusta direzione da dare agli
stick quando il modello vola verso di voi). Contemporaneamente, ma all'inizio
non è necessario, dare un colpetto nella stessa direzione della virata con in il
direzionale. Fondamentale invece cabrare un po' per fare avvenire la virata. La
larghezza della virata si regola con la maggiore o minore inclinazione e con la
quantità di cabra da dare.
Dopo poco è necessario rilasciare gli stick accompagnandoli nella posizione
centrale, sempre con gradualità. Su certi modelli potrebbe essere necessario
applicare un certo grado inclinazione opposta degli alettoni, prima di tornare
centrati.
Per i modelli con solo timone di direzione, si procede come è stato descritto
sopra, ovviamente eliminando i riferimenti relativi agli alettoni: muovete lo
stick del direzionale nella direzione in cui volete virare e contemporaneamente
sostenete con l'elevatore. Segue il ritorno alla posizione centrale a fine
virata.
Trimmare il modello. Quando il modello si trova a una quota di sicurezza
cominciate a ridurre il gas portandolo a 3/4 o 1/2, cioè fino al punto in cui il
modello si mantiene alla stessa quota, e procedete con una virata, in modo da
metterlo controvento. A questo punto lasciate lo stick degli alettoni al centro
e regolate con il trim (sempre degli alettoni!) in modo che il modello tenga le
ali livellate. All'inizio è molto difficile spostare le dita dagli stick ai trim,
in questo caso se avete con voi un assistente chiedete a lui di muovere i trim
per voi. Naturalmente dovete spiegargli prima quali sono i trim!!!
Se il modello comincia ad allontanarsi troppo fate una larga virata in modo da
riportarlo nella stessa posizione di prima, sempre controvento, e finite se non
siete riusciti prima il trimmaggio degli alettoni. Con un altro paio di virate
impostate un nuovo passaggio, sempre controvento, in cui trimmerete l'elevatore
in modo che a metà gas il modello voli livellato, senza salire né scendere.
Ora mettete il modello in volo livellato con il gas al massimo, iniziare una
salita ripida a circa 50-60 gradi ed osservarne il comportamento: se tende ad
andare a sinistra trimma il timone a destra o viceversa (è implicito che gli
alettoni, che sono già stati trimmati, durante la manovra devono rimanere al
centro). La trimmatura terminerà quando il modello salendo percorre una
traiettoria dritta.
Un modello ben costruito e ben trimmato se lo lasci in volo rettilineo così
resta…fosse per lui volerebbe decine di Km se non ci fosse qualcuno a "radiodisturbarlo"
o in alternativa una montagna davanti.
Prendete confidenza col modello. Adesso che il modello è a posto,
rimettiamo il gas al livello trovato per un volo a quota stazionaria e
prepariamoci ad imparare a percorrere delle traiettorie costanti, senza troppe
deviazioni dalla traiettoria impostata, possibilmente non svolazzare a casaccio,
ma cercare di avere degli obiettivi precisi, che per i primi voli coincidono con
la realizzazione di semplici figure piane: ovali e di otto, da realizzarsi
mantenendo una quota costante, procedendo sia da dx a sx che viceversa e provate
a varie velocità.
La sperimentazione di varie velocità su un modello trimmato ha delle importanti
implicazioni sulla quota del volo, che noi vogliamo mantenere costante: ad un
aumento della velocità è legata una salita in quota del modello (ed è quindi
necessario intervenire sullo stick del profondità per 'picchiare'), ad una
diminuzione di velocità segue la discesa del modello (e la necessità di
cabrare).
Interpretando in maniera differente quanto sopra, abbiamo la regolina
fondamentale: per salire o scendere si utilizza il gas, per regolare la velocità
del modello si usa il profondità.
Infatti, se per salire usate direttamente il cabra, con regime di motore
costante, ottenete una riduzione di velocità che comporta una perdita di quota
che, da buoni principianti, cercherete di compensare dando ancora più cabra, con
l'effetto di ulteriore rallentamento e così via, fino allo stallo.
Abbiamo detto che diminuendo troppo la velocità si arriva allo stallo... ed ora
è bene arrivarci! Non scherzo, a quota di sicurezza dobbiamo capire come si
comporta il modello a bassa velocità, prima di atterrare, perché l'atterraggio
non volete mica farlo veloce.
Quindi, sempre controvento, riduzione gas, anche a zero se volete, e incremento
del cabra per tenerlo livellato fino a quando tenderà a sprofodare eventualmente
buttando già una delle ali. A questo punto rimettere subito a zero l'elevatore,
dare gradualmente (ma con una certa rapidità) gas e solo in seguito cabrare fino
a rimettere il modello orizzontale. Ripetere un paio di volte la manovra dopo
aver riguadagnato quota per capire sotto quale velocità è bene non scendere. A
seconda delle dimensioni, del peso, del motore, questa velocità può essere 1/3
1/2 3/4 gas, non si può dire a priori senza conoscere le caratteristiche del
modello. Preoccupatevi solo in seguito di correggere eventuali errori di
direzione, all'inizio concentratevi solo sulla rimessa dallo stallo.
La procedura normale per
l'atterraggio prevede un avvicinamento a C: in un primo tratto a favore di
vento si diminuisce gradualmente la velocità e ci si porta alla giusta distanza
(quanto sia il giusto dovete capirlo da voi, ecco dov'è il problema), quindi con
due virate o una sola purchè larga ci si allinea controvento e quindi nel finale
si toglie gas, anche portandolo a zero, e si sostiene il modello cabrando
leggermente in modo da farlo rallentare ma mai troppo come sperimentato in
precedenza con le prove di stallo. E' importante valutare quanta distanza
percorre il modello per scendere della quota desiderata, facendo prima qualche
prova di rallentamento finale ma a quota maggiore, così da cominciare a fissare
i primi riferimenti per l'atterraggio vero e proprio. Nella fase finale non
preoccupatevi all'inizio di arrivare precisi dove volevate ma curate
essenzialmente che l'aereo atterri con le ali livellate e a velocità moderata.
Se venendo verso di voi abbassa un ala, per livellarle un trucchetto dice dare
alettoni dal lato dell'ala che ha abbassato. Provare per credere!
Se atterrate nell'erba alta togliete completamente gas prima di atterrare.
Nel caso malaugarato che le batterie si scarichino anzitempo e il motore si
spenga, niente paura! Innanzitutto portate al minimo lo stick del gas, presto
saprete il perchè. Come già spiegato l'aereo vola grazie alle ali e alla
velocità, quindi è necessario tenere una traiettoria discendente (regolando
l'elevatore) facendo le opportune virate per evitare di atterrare nel posto
sbagliato. Se vi doveste trovare in difficoltà quasi sicuramente potete riuscire
a dare un po' di gas, ma con l'accortezza di non andare a manetta ma stando
piuttosto sulla metà (questo avviene poichè le batterie calano di tensione tanto
più è alto l'assorbimento di corrente, quindi se si spegne a manetta a metà gas
avrete ancora qualche secondo di autonomia). Giunti in prossimità del terreno
cabrate per rallentare il modello fino quasi a farlo stallare.
Se siete in un club, prima di atterrare dichiarate la vostra intenzione di
farlo, valutando che non vi sia nessuno in pista e successivamente prima di
entrare a piedi nella zona di atterraggio chidete SEMPRE a chi sta pilotando il
permesso per entrare in pista, sgomberare velocemente la zona di
atterraggio (evitate di controllare il modello in pista)
Dopo che si è recuperato il modello, si spegne prima la RX e poi la TX e
si procede ai necessari controlli per vedere se ci sono danni o se si è spostato
qualcosa.
Se è tutto a posto (o se si sono effettuate le necessarie operazioni),
ricarichiamo le batterie e ripartiamo...
11. Saperne di più e migliorare
frequentate i campi volo e i raduni che organizzano
leggete libri tematici
forum del baronerosso.net:
http://www.baronerosso.net/forum
mailing-list italiana su yahoo gruppi:
http://it.groups.yahoo.com/group/aeromodellismo/
siti di un certo spessore tecnico:
http://xoomer.virgilio.it/nosi/
http://xoomer.virgilio.it/pconselv/
http://spazioinwind.libero.it/estival/aero/aeromode.htm
http://www.mauriziomartinucci.com/
http://www.tuttala.it/
http://www.sgia.too.it
http://spazioinwind.libero.it/nikilo
http://spazioinwind.libero.it/voloinpendio/index.html
http://voloavelatigullio.mrw.it/