STABILITA'

Vorrei con queste poche note contribuire
a chiarire in modo semplice e senza addentrarmi nei meandri della aerodinamica e
del perché e percome, quali sono i parametri da dover considerare per un
corretto volo degli aeromodelli ed in particolare quelli relativi alla loro
stabilità e quindi alla manovrabilità.
La stabilità che un aeromodello,
per poter volare con sicurezza deve possedere è di tre tipi, ossia:
la Stabilità Longitudinale, riguardante i movimenti di rotazione attorno all'asse orizzontale o di beccheggio (asse Y).
la Stabilità Direzionale attorno all'asse verticale o d'imbardata (asse Z).
la Stabilità Laterale o trasversale attorno all'asse di rollio (asse X).
Di queste ultime due, che si influenzano vicendevolmente, normalmente si parla di Stabilità Latero-Direzionale.
Stabilità Longitudinale
E' noto che la portanza generata
da un'ala è causata dalla differenza tra le pressioni relative esistenti sul
ventre e quelle sul dorso del profilo.
In pratica in ogni punto del
profilo esiste una differenza di pressione che si traduce in una spinta verso
l'alto.
Tutte queste spinte possono
essere sommate fra di loro e rappresentate con una unica spinta che viene
chiamata
Portanza P (o L, dalla
terminologia anglosassone
Lift).
Il suo punto di applicazione,
situato lungo la corda alare
c, è definito Centro di
Pressione CP.
Quando l'incidenza e/o la
velocità cambiano, variano anche tutte le spinte di portanza e conseguentemente
varia pure la risultante totale, sia come intensità che come punto di
applicazione. Questo vuol dire che il CP si sposta al variare della
pressione, spostandosi verso il naso del profilo quando la pressione cresce.
Quindi il Centro di Pressione
che, tranne nel caso dei profili
simmetrici, non è un punto fisso, non può essere considerato per il centraggio,
viceversa il Fuoco F del profilo, detto anche Centro Aerodinamico,
è un punto fisso che non varia al variare dell'incidenza e/o velocità e quindi
può essere considerato per questo scopo.
Il Fuoco F altro non è
che il fuoco della parabola inviluppo delle risultanti aerodinamiche teoriche (e
ciò significa che ai diversi valori dell'incidenza, il prodotto della risultante
aerodinamica totale per la rispettiva distanza dal fuoco F ha valore costante) e
che, dipendendo dal tipo di profilo, può trovarsi internamente od esternamente a
questo. Per convenzione e per facilitare le cose viene considerata la sua
proiezione sulla corda del profilo.
La posizione del Fuoco
varia fra il 22% e il 27% della
corda media alare a partire dal naso del profilo e per convenzione, per ogni
calcolo relativo alla Stabilità Longitudinale, si fissa al 25% della
corda.
Inoltre è da precisare che la
posizione del Centro di Pressione CP per i profili asimmetrici e
concavoconvessi si trova sempre dietro al Fuoco
mentre un CP situato
davanti al Fuoco lo si ha solamente con profili autostabili o con profili
asimmetrici o concavoconvessi in volo rovescio.
Invece per i profili biconvessi
simmetrici la posizione del
Centro di Pressione CP è
fissa e si trova in corrispondenza del Fuoco.
I fattori che influiscono sulla Stabilità Longitudinale
sono i seguenti: il margine
statico, la posizione del centro di gravità, la quantità di diedro longitudinale
e la grandezza del braccio di leva.
Margine Statico SM
Viene definita Margine
Statico SM la distanza fra il Punto Neutro NP ed il
CG , espressa in % della
corda media alare e che può variare dall'8% al 12% in valore assoluto.
Il Punto Neutro
corrisponde al fuoco del modello
completo. Infatti non solo l'ala ha il suo fuoco ma pure il piano orizzontale,
ed essendo ala e piano orizzontale uniti dalla fusoliera anche il modello
completo ha il suo fuoco, denominato appunto Punto Neutro NP.
Centro di Gravità CG
Deve essere situato davanti al
Punto Neutro NP o al
massimo può coincidere con questo.
Diedro Longitudinale DL
Questo corrisponde alla
differenza relativa fra l'incidenza alare e quella dello stabilizzatore ed i cui
valori normalmente sono compresi fra 1,5° e 5°.
L'ideale sarebbe di calettare
l'ala ad un angolo corrispondente a quello di massima Efficienza del profilo
impiegato, ma non sempre ciò è vantaggioso.
Il Diedro Longitudinale non
varia al variare della incidenza di volo, anche se in effetti sarebbe opportuno
tener conto dell'angolo di svio, cioè l'angolo con il quale il flusso
d'aria deviato dall'ala investe il piano orizzontale.
Il Braccio di Leva b
Ovvero la distanza misurata fra
il Centro di Pressione dell'ala ed il Centro di Pressione dello stabilizzatore e
che si può calcolare con la seguente formula:
![]()
con Sa = Superficie alare,
Ss = Superficie
stabilizzatore, c = Corda alare, K = Rapporto volumetrico di coda
e dove:
K = 0,4-0,5 per
veleggiatori F3B e pylon
K = 0,5-0,6 per trainer
ala alta
K = 0,6-0,8 per
acrobatici
K = 0,8-1,1 per
veleggiatori a volo libero
K = 1,1-1,5 per
motomodelli volo libero
ed anche
![]()
Questi valori di K
derivati dalla pratica sono
indicativi e possono essere usati proficuamente ma con una avvertenza.
Infatti, applicando la formula
per determinare la lunghezza di
b ed utilizzando i
due valori estremi indicati, otteniamo l'indicazione che
b può variare fra due
estremi entro i quali il modello è più stabile e meno stabile, ma non instabile.
Per semplificare b
viene misurato da 1/3 della
corda alare partendo dal bordo d'entrata ad 1/3 della corda del piano
orizzontale.
Se il piano orizzontale è
portante il Punto Neutro
è spostato più verso la coda ed
anche il CG risulta più arretrato.
Sul sito di Peppe Panzieri (www.46squadron.it)
si trova un valido foglio di calcolo per la determinazione del rapporto
Volumetrico di coda K.
Il metodo di approccio più
opportuno, cioè se è conveniente impiegare i valori indicati di K per la
determinazione del braccio di leva oppure definire prima questo valore e poi
verificare se il K è il più adatto dipende dall'approccio al progetto.
Diedro Longitudinale DL
Questo corrisponde alla
differenza relativa fra l'incidenza alare e quella dello stabilizzatore ed i cui
valori normalmente sono compresi fra 1,5° e 5°.
L'ideale sarebbe di calettare
l'ala ad un angolo corrispondente a quello di massima Efficienza del profilo
impiegato, ma non sempre ciò è vantaggioso.
Il Diedro Longitudinale non
varia al variare della incidenza di volo, anche se in effetti sarebbe opportuno
tener conto dell'angolo di svio, cioè l'angolo con il quale il flusso
d'aria deviato dall'ala investe il piano orizzontale.
Il Braccio di Leva b
Ovvero la distanza misurata fra
il Centro di Pressione dell'ala ed il Centro di Pressione dello stabilizzatore e
che si può calcolare con la seguente formula:
![]()
con Sa = Superficie alare,
Ss = Superficie
stabilizzatore, c = Corda alare, K = Rapporto volumetrico di coda
e dove:
K = 0,4-0,5 per
veleggiatori F3B e pylon
K = 0,5-0,6 per trainer
ala alta
K = 0,6-0,8 per
acrobatici
K = 0,8-1,1 per
veleggiatori a volo libero
K = 1,1-1,5 per
motomodelli volo libero
ed anche
![]()
Questi valori di K
derivati dalla pratica sono
indicativi e possono essere usati proficuamente ma con una avvertenza.
Infatti, applicando la formula
per determinare la lunghezza di
b ed utilizzando i
due valori estremi indicati, otteniamo l'indicazione che
b può variare fra due
estremi entro i quali il modello è più stabile e meno stabile, ma non instabile.
Per semplificare b
viene misurato da 1/3 della
corda alare partendo dal bordo d'entrata ad 1/3 della corda del piano
orizzontale.
Se il piano orizzontale è
portante il Punto Neutro
è spostato più verso la coda ed
anche il CG risulta più arretrato.
Sul sito di Peppe Panzieri (www.46squadron.it)
si trova un valido foglio di calcolo per la determinazione del rapporto
Volumetrico di coda K.
Stabilità latero-direzionale o automatica
Questa stabilità deve essere
posseduta necessariamente dal modello per poter volare anche se disturbato da
raffiche e dai nostri pollici.
Anch'essa dipende da diversi
fattori: dalla grandezza del diedro alare, dalla posizione del centro di
superficie laterale ed infine dal rapporto volumetrico del piano verticale.
Diedro alare
Questo può variare da qualche
grado (spesso le ali degli acro vengono costruite appoggiando il dorso sul piano
e dando al diedro solamente l'angolo ottenuto per la variazione di spessore del
profilo dalla mezzeria all'estremità), come 2°-4° per un veleggiatore con
alettoni, fino ad un massimo di 7°-10° per veleggiatori da termica privi di
alettoni.
Centro di Superficie
Laterale CSL
Questo, che non deve essere
confuso con il "centro di spinta laterale", è il centro di gravità della
proiezione laterale del modello, e deve essere situato dietro al CG
e circa alla stessa altezza.
La posizione del CSL
viene determinata in modo
pratico, e cioè ritagliando la sagoma del modello su di un cartoncino,
sospendendola successivamente per due punti diversi e, con l'ausilio di un filo
a piombo fissato ai punti di sospensione della sagoma, si determina il punto di
incrocio delle rette verticali risultanti: questo punto d'incrocio è il CSL.
Rapporto Volumetrico del
Piano Verticale VVC
Il Rapporto Volumetrico del
Piano Verticale (da non confondersi con il K) viene determinato con la
seguente formula:

con Sv = Superficie del
verticale, Sa = Superficie alare, b = braccio di leva ed L
= apertura alare
Da quanto fino ad ora
considerato è possibile notare come le superfici di entrambi gli impennaggi
siano in relazione con la Superficie alare Sa.
Infatti mentre il piano
orizzontale è in relazione con la corda c, molto importante ai fini della
stabilità longitudinale e la manovrabilità, il piano verticale è in relazione
con l'apertura alare che influenza la stabilità laterale.
Se l'impennaggio verticale è
troppo piccolo ed il diedro alare è troppo grande, in presenza di una raffica
laterale una semiala si alza facendo ruotare il modello dalla parte della
semiala abbassata. Compito della deriva sarebbe quello di contrastare la
rotazione ma essendo troppo piccola non vi riesce e la rotazione si arresta
solamente quando l'ala è molto inclinata. A questo punto inizia a ruotare nel
senso opposto.
Questo movimento è stato
chiamato Dutch Roll o Rollio olandese.
(A questo proposito ricordo che
un famoso modello acrobatico degli anni '70, il Kwick Fly, dotato di alettoni, a
causa del suo diedro e dell'esiguità del suo stabilizzatore verticale aveva
questo difetto. Non in maniera vistosa ma con uno scodinzolio continuo ed
evidente nelle salite verticali).
Se invece il diedro è troppo
ridotto o inesistente ma l'impennaggio verticale è troppo grande si potrebbe
incorrere nell'instabilità in spirale.
Se per causa di una raffica
laterale viene provocata una imbardata, il diedro insufficiente e l'impennaggio
verticale troppo grande non riescono a sviluppare il rollio necessario a
contrastarla.
Di conseguenza la semiala che si
è abbassata si abbassa sempre di più facendo entrare il modello in una spirale
in picchiata con velocità crescente e raggio della virata sempre più piccolo.
Inconveniente spiacevole che
quando capita porta sovente alla perdita del modello.
In questo malaugurato caso
l'unica manovra possibile è tentare una richiamata dolce e graduale se la
velocità non è eccessiva. Purtroppo però è assai facile che una semiala decida
di andarsene per i fatti suoi in quanto i tempi di reazione sono sempre
piccolissimi e le forze in gioco che si creano, se la robustezza del modello non
è adeguata, elevate.